Globo Celeste Italiano del XIX Secolo su Base in Legno Tornito

Globo Celeste Italiano del XIX Secolo su Base in Legno Tornito

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Questo globo celeste italiano da terra della prima metà dell'Ottocento, sorretto da una base in legno tornito, è un pezzo d'arredo di straordinario fascino che fonde l'incanto dell'astronomia antica con una rara solennità storica e l'estetica raffinata del Grand Tour.

Risalente al primo Ottocento, questa sfera armillare presenta fusi cartacei interamente dipinti a mano applicati su un'anima in gesso, sostenuta da un treppiede finemente scolpito in legno massello. Rappresenta un'acquisizione d'eccezione per interior designer e collezionisti colti alla ricerca di un pezzo d'epoca autentico, capace di evocare l'atmosfera austera delle dimore nobiliari e il gusto da Wunderkammer.

Provenienza
Questo globo celeste vanta una provenienza estremamente affascinante: recuperato direttamente da una dimora storica in Toscana, apparteneva alla collezione di una prestigiosa famiglia aristocratica; oggi presentato per la prima volta sul mercato il suo stato di pezzo inedito e la suggestiva provenienza ne fanno un oggetto di desiderio per gli intenditori alla ricerca di un pezzo di storia artistica italiana.

Arte astrologica e simbolismo
La superficie della sfera celeste è composta da fusi in carta stesi a mano su una matrice sagomata in gesso, interamente decorata a tempera con pigmenti naturali. Le illustrazioni raffigurano le allegorie dello zodiaco classico e suggestive costellazioni d'epoca. Il globo si configura come una vera e propria carta visiva del cielo antico, tracciata secondo i governatori planetari della tradizione, tra cui il Leone, lo Scorpione e il Cancro.
Un dettaglio di grande valore scientifico e antiquario è l'impiego consapevole di pigmenti minerali storici:
Cancro: Dipinto in profonde tonalità di blu, a simboleggiare l'elemento Acqua e la Luna, suo corpo celeste guida.
Scorpione: Rivestito da un denso e vivido rosso Marte, in omaggio al suo antico pianeta governatore, legato al fuoco e alla forza cosmica.

La sfera è inserita all'interno di un anello meridiano in ferro snodato, che consente di regolare l'inclinazione e di far ruotare il globo sul proprio asse, mantenendo intatta la sua funzionalità meccanica originale. Come evidenziato nelle immagini, la carta mostra una patina del tempo di grande suggestione, con leggere sfogliature e lievi usure coerenti con i suoi due secoli di storia, che non compromettono in alcun modo la stabilità della struttura. La sfera è accolta da un anello dell'orizzonte dai toni caldi del noce, sorretto da un pilastro centrale finemente tornito e da una crociera di rinforzo a X. Questa tipologia di globo da biblioteca era estremamente ambita durante l'epoca del Grand Tour, rappresentando sia uno strumento di studio sia un prestigioso status symbol per gli aristocratici europei di ritorno dai loro soggiorni in Italia.

A elevare questo manufatto oltre la semplice funzione decorativa è la concezione cosmologica della sua cartografia. Ad uno sguardo moderno, la posizione delle costellazioni segue una logica singolare e controintutiva: il Toro appare a destra del Cancro, mentre il Sagittario si trova in alto a sinistra del Capricorno. Lungi dall'essere un errore pittorico, questo impianto risponde rigorosamente ai canoni della cartografia "cosmocentrica". Storicamente, i globi celesti venivano concepiti per mostrare la volta celeste da una prospettiva esterna o "divina" — osservando l'universo dal di fuori, anziché dalla Terra verso l'alto. Ciò genera un affascinante effetto speculare in cui l'orientamento Est-Ovest risulta invertito. Inoltre, l'andamento sinuoso della costellazione dell'Idra che scorre verso il polo sud rispecchia con precisione i calcoli astronomici dei cataloghi stellari del XVII e XVIII secolo. Questa complessa matrice storico-filosofica trasforma il globo in un interessante oggetto di spessore culturale, sospeso tra arte e rigore scientifico.

La struttura è sostenuta da un solido basamento a treppiede tornito in legno di olmo massello. L'olmo era un'essenza particolarmente ricercata nell'ebanisteria tradizionale italiana per la sua stabilità, la sua resistenza al tempo e le venature marcate e decorative. Frutto della tradizione scientifica dell'antica Grecia e perfezionato nelle botteghe cartografiche fiamminghe del Seicento, questo esemplare italiano dell'Ottocento testimonia il passaggio da strumento di navigazione a raffinato elemento d'arredo per collezioni private.

Condition report
Stato generale: In condizioni d'epoca eccellenti. Il treppiede in olmo massello è solido, privo di oscillazioni e ben bilanciato.
Patina e superficie: I fusi in carta dipinti a mano mostrano un'autentica patina d'epoca e una sottile rete di craquelure, con lievi e naturali segni del tempo coerenti con la datazione, rimanendo perfettamente adesi e ben fissati alla struttura sottostante in gesso.

Dimensioni: Altezza totale: 110 cm | Diametro totale: ~70 cm 

 

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